

Il Lazzaretto di Arsago Seprio rappresenta una delle testimonianze più significative della storia sanitaria del territorio varesino. Situato ai margini del paese, immerso in un’area boschiva ancora oggi isolata, il piccolo edificio ricorda il periodo in cui epidemie e malattie contagiose costringevano le comunità a creare strutture dedicate
all'isolamento dei malati e alla prevenzione del contagio.
La sua origine viene generalmente collocata nel 1600, periodo in cui molte località lombarde realizzarono lazzaretti esterni al centro abitato, come misura obbligatoria durante le ricorrenti ondate di peste. La scelta dell’area non era casuale: serviva un luogo lontano dalle case, facilmente raggiungibile ma isolato, e con la possibilità di evitare contatti con la popolazione sana.

L’edificio conserva ancora oggi i caratteri tipici dei piccoli lazzaretti rurali: pianta semplice, murature in pietra locale, mattoni a vista per rinforzare archi e angoli strutturali, copertura a falde e un ingresso protetto da un porticato. L’interno, essenziale, era in origine destinato ad accogliere un numero limitato di malati e un piccolo spazio dedicato all’assistenza religiosa, spesso garantita da un cappellano che operava direttamente sul posto per evitare contatti con i centri abitati.
Arsago Seprio, come molte altre comunità della zona, fu pesantemente colpita dalle epidemie del XVII secolo. Sebbene non esistano documenti dettagliati sull’uso quotidiano di questo specifico lazzaretto, la sua presenza fisica e il suo stato di conservazione testimoniano chiaramente il ruolo che dovette avere in quei periodi difficili. I lazzaretti erano strutture operative: qui venivano portati i contagiati, si registravano le quarantene, e in molti casi si forniva anche un primo livello di assistenza medica, seppur rudimentale.

Oggi il Lazzaretto di Arsago Seprio non è più un luogo di emergenza sanitaria, ma rimane un importante frammento della memoria collettiva del territorio. La posizione appartata e la conservazione delle sue caratteristiche originarie ne fanno un raro esempio di architettura sanitaria preindustriale. È uno dei pochi edifici di questo tipo rimasti visibili e riconoscibili nella provincia di Varese, e rappresenta un’opportunità preziosa per comprendere come le comunità del passato affrontavano le crisi epidemiologiche.
Visitare il lazzaretto significa avvicinarsi a una pagina concreta della storia locale: un edificio piccolo, ma protagonista di un periodo in cui organizzazione, isolamento e prevenzione erano le uniche armi contro le malattie contagiose. Un elemento autentico che arricchisce il patrimonio storico di Arsago Seprio e che continua a raccontare, con la sua struttura essenziale, la funzione che ha avuto per secoli.
Il progetto digitale: un video narrativo e un virtual tour per valorizzare la cappella
Per rendere accessibile a tutti la storia della Cappella del Lazzaretto e il contesto in cui è nata, è stato realizzato un video storico-narrativo che ne ripercorre le origini, l’evoluzione nei secoli e il recente recupero. Attraverso riprese aeree con drone, immagini esplicative e un testo pensato per accompagnare lo spettatore, il video offre uno sguardo chiaro su questo piccolo edificio del XVII secolo e sul ruolo che ha avuto nella comunità.
Accanto al video è disponibile anche un virtual tour interattivo, che permette di esplorare la cappella in ogni dettaglio, osservandone la struttura, i materiali e la posizione nel paesaggio circostante.
Un modo semplice e immediato per avvicinarsi a un luogo spesso dimenticato, ma ancora oggi capace di raccontare una parte importante della storia di Arsago Seprio.






